Camminare scalzi: cosa dice davvero la scienza sullo sviluppo del piede

Alessandra Cucchi

25/01/2026

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Non indossare le scarpe e camminare spesso a piedi nudi si inserisce all’interno delle abitudini da adottare per uno stile di vita sano, naturale e sostenibile. Esperienza che si sta diffondendo molto velocemente in tutto mondo in seguito ai primi riscontri della comunità scientifica.

I vantaggi della promozione dell’utilizzo di calzature meno contenitive e del coinvolgimento attivo della funzionalità del piede, sono in egual misura attendibili sia nella prima infanzia che nell’adulto che nell’anziano sebbene con modalità e tempi differenti. Se nell’adulto o nell’anziano si parla di un recupero funzionale, l’educazione rivolta a insegnati e genitori dovrebbe portare i bambini a sviluppare capacità innate e ridurre la necessità di doverle recuperare nella vita adulta.

Nei bambini, l’abitudine precoce a stare scalzi è associata a differenze in alcune abilità motorie (equilibrio o salto) rispetto ai coetanei abitualmente calzati. Le attività fisiche svolte senza scarpe possono essere utili per lo sviluppo delle abilità di salto e di equilibrio, specialmente nell'età compresa tra i 6 e i 10 anni. Gli adolescenti abituati a camminare scalzi tra i 15 e i 18 anni hanno dimostrato di saper saltare più in alto, hanno però avuto tempi di sprint più lenti rispetto agli adolescenti con calzature.

Questo perfettamente in linea con l’idea che il piede sia una grande recettore che informa il cervello sullo stato delle superfici sulle quali ci muoviamo, ma non per forza aiuta a sviluppare e reclutare più forza ed efficienza.

Ridurre la capacità di sentire può portare o ad una immaturità della lettura delle informazioni oppure in età adulta si apprezza una ipersensibilità nel condurre una vita scalza anche su superifici sicure come il pavimento di casa, spiegabile con la disabitutudine del piede a modulare e interpretare la miriade di informazioni in entrata.

In età evolutiva, l’abitudine a stare scalzi è associata a differenze in equilibrio/salto e a parametri di struttura del piede rispetto ai coetanei che portano abitualmente calzature. Il barefoot deve essere però visto nell’ambito dell’esposizione a stimoli motori vari e può supportare lo sviluppo sensorimotorio; in generale, maggiore attività fisica, come quantità e varietà migliora la competenza motoria.

Nei neonati e nei bambini molto piccoli i piedi hanno una sensibilità al tatto anche più sviluppata di quella delle mani ed è proprio grazie a queste parti del corpo che possono vivere le maggiori esperienze di contatto. Nei primi mesi è importante avere la possibilità di esplorare al meglio il mondo attraverso i propri sensi. Il bambino attraverso i piedi può percepire le diverse superfici e trame (tappeti, terra, legno, erba, acqua, ecc.) e questo è parte di un apprendimento e di una conoscenza delle cose che li circondano che gli è molto utile. All’inizio del loro percorso nel mondo i più piccoli hanno bisogno di imparare proprio attraverso l’esplorazione e il contatto diretto con le superfici. Camminare scalzi aumenta nei bambini la consapevolezzadi se stessi e la percezione della loro posizione all'interno dello spazio. Favorisce dunque il senso dell’equilibrio e la stabilità.

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno di fare esperienza senza interferenze in modo anche da poter recepire tutti gli stimoli sensoriali. Due tipi diversi di stimoli sensoriali definiscono la superficie educativa: differenze intensive ed articolazioni spaziali. Le prime sono rappresentate da gradienti sensoriali sulla superficie (temperatura, umidità, vibrazioni...) mentre le seconde includono leggere modificazioni geometriche del terreno (inclinazioni, livelli, trame, patterns...).

Sappiamo che molte calzature costringono all’interno i piedi e questo può portare alla comparsa di problemi soprattutto se non sono di buona qualità. Alcune evidenze storiche suggeriscono che camminare scalzi al contrario migliora la formazione della pianta del piede limitando tra l’altro deformazioni come il piede piatto.

In questo modo il piede si esercita al meglio e può stimolare la corretta crescita delle articolazioni, lo sviluppo osseo e muscolare. I bambini sembrano sapere tutto ciò e istintivamente si tolgono scarpe e calzini proprio perché questo gli risulta più naturale nell’ambito dell’esplorazione dell’ambiente che li circonda.

Quindi è consigliato camminare scalzi dentro casa, in spiaggia, in giardino, nei parchi sempre nell’ambito del buon senso. Potrebbe risultare importante promuovere tali abitudini nelle scuole. Non vuol dire andare a scuola scalzi, ma immaginare aree dedicate all'interno di spazi educativi che,  possano incoraggiare lo sviluppo motorio-sensorale dei bambini. Spazi che stimolano esplorazioni ed esperienze su superfici continue definite da graduali variazioni morfologiche per far sì che il piede impari al meglio la funzione a cui è chiamato, ovvero quella di sorreggerci e sostenerci.

References 

Wang L, Wang L. Motor competence and academic achievement in children and adolescents: a systematic review. Front Psychol. 2024;15
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38539371/


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