Patologie del Piede nel Runner: Guida Completa e Consigli Scientifici

Emanuele Tortoli

06/05/2026

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È stata condotta una revisione sistematica con l’obiettivo di determinare l’incidenza (nuovi casi) e la prevalenza (numero totale di casi in un determinato momento) degli infortuni nei runner, suddividendoli in base alla tipologia di corsa: velocisti, maratoneti, runner amatoriali e ultra-maratoneti.

I "Big Five" del Piede e della Gamba

 

Dalla revisione emerge una gerarchia chiara degli infortuni:

 

Sebbene il ginocchio rimanga l'articolazione più colpita in assoluto, il distretto piede-caviglia-tibia occupa la quasi totalità delle restanti posizioni.

Le patologie più frequenti identificate sono:

  1. Sindrome dello stress tibiale mediale (MTSS): Nota come "periostite", è l'infortunio più comune in assoluto (incidenza dal 13.6% al 20%).

  2. Tendinopatia dell'Achille: Colpisce duramente i runner più esperti e i maratoneti (fino al 10.3%).

  3. Fascite Plantare: La problematica principale sotto la pianta del piede (fino al 7.9%).

  4. Sindrome del dolore femoro-rotuleo: Definito anche il ginocchio del corridore.

  5. Lesioni acute del tricipite surale (Gastrocnemio/Soleo): Spesso correlate a precedenti problemi della caviglia.

Differenze tra Runner Amatoriali e Professionisti

Uno dei punti più interessanti del paper è come il target influenzi il tipo di infortunio:

  • Runner Amatoriali: Sono più soggetti a infortuni generali dovuti a errori di carico (troppo, troppo presto). La periostite tibiale domina questa categoria.

  • Runner Elite/Maratoneti: Mostrano una prevalenza maggiore di tendinopatie achillee e fascite plantare, suggerendo che l'usura cronica e l'alta intensità logorino maggiormente i tessuti molli del piede.

Conclusioni Biomeccaniche

L'articolo evidenzia che la maggior parte degli infortuni colpisce le strutture deputate all'assorbimento dell'impatto e alla propulsione.

  • Il piede deve trasformarsi da struttura flessibile (per assorbire il colpo) a leva rigida (per la spinta).

  • Quando questo meccanismo fallisce, il carico si sposta sulla tibia (periostite) o sulla fascia plantare.



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