Plantari per il piede piatto: servono davvero?
Emanuele Tortoli
25/05/2026
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Il piede piatto viene spesso considerato una condizione da correggere. Basta osservare un arco plantare basso per sentirsi dire che servono plantari, scarpe specifiche o supporti particolari. Ma la domanda è: il piede piatto è davvero un problema?
Una recente revisione scientifica ha analizzato gli effetti dei plantari nel piede piatto, valutando aspetti come dolore, funzione, qualità della vita e biomeccanica del cammino. L’obiettivo era capire se i plantari siano realmente in grado di migliorare la funzione del piede o modificarne la struttura nel lungo periodo.
Per molti anni si è pensato che un arco plantare basso fosse automaticamente associato a dolore, instabilità e rischio di infortunio. In realtà la ricerca mostra che molte persone con piede piatto vivono senza sintomi, praticano sport e non sviluppano particolari problematiche. Questo significa che la forma del piede, da sola, non basta per definire se un piede sia “sano” o “patologico”.
I plantari possono essere utili in alcuni casi, soprattutto quando sono presenti dolore o difficoltà nel cammino. Alcuni studi mostrano miglioramenti nel comfort, nella distribuzione dei carichi e nella riduzione dei sintomi. Tuttavia, le evidenze scientifiche rimangono contrastanti e non dimostrano che il plantare sia in grado di “correggere” definitivamente il piede piatto o prevenire automaticamente gli infortuni.
Negli ultimi anni si sta affermando una visione diversa del piede. Il piede non è una struttura passiva da sostenere continuamente, ma un sistema dinamico capace di adattarsi, generare forza, controllare equilibrio e percepire il terreno. Per questo motivo, limitarsi esclusivamente al plantare potrebbe non essere sufficiente.
Sempre più attenzione viene data all’importanza di esercizi specifici, rinforzo muscolare e miglioramento della funzione del piede. In molti casi il problema non è avere un arco plantare più basso, ma avere un piede poco forte, poco allenato o poco tollerante ai carichi.
Questo non significa che i plantari siano inutili. In alcune situazioni possono rappresentare un valido supporto temporaneo per ridurre il dolore o migliorare la tolleranza alle attività quotidiane. Il punto fondamentale è evitare di considerare il piede piatto come qualcosa da correggere automaticamente, soprattutto in assenza di sintomi.
Più che inseguire il “piede perfetto”, oggi sembra più utile concentrarsi sulla capacità del piede di funzionare bene nella vita quotidiana e nello sport. Un piede forte, mobile e capace di adattarsi ai carichi è probabilmente più importante della semplice forma dell’arco plantare.